P1 VISIONI PER UN MONDO A TASSI ZERO

Siamo di fronte a un’epoca di grandi cambiamenti che hanno innescato un’evoluzione del ruolo sistemico della gestione del risparmio. Nell’attuale contesto degli investimenti sta diventando sempre più necessario aumentare il livello di educazione finanziaria e incentivare una corretta pianificazione.

Parallelamente, si fanno più pressanti i temi legati alla liquidità, con le famiglie che, impaurite dalla congiuntura, aumentano le quote di risparmio tenute in conto corrente e in altri strumenti di deposito. Somme che appesantiscono i bilanci delle banche e che secondo una recente rilevazione dell’Eba valgono 2/3 del PIL dell’eurozona, circa 10mila miliardi €, di cui 1.500 in Italia. Questi capitali potrebbero essere più efficacemente gestiti dal settore della consulenza, a fronte di mercati sempre più complessi e di uno scenario dei tassi che rende complicato ottenere un adeguato rendimento attraverso il “fai da te”.

Si tratta di una sfida che coinvolge l’intera collettività: tutto parte dal risparmio, dai capitali necessari a rafforzare il complesso dei distretti industriali, finanziari e produttivi del Paese. Il Salone del Risparmio dedica proprio a questo argomento il titolo della sua undicesima edizione.

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P2 ECONOMIA REALE

Per vincere l’incertezza servono idee innovative, nuovi linguaggi e la capacità di “leggere” il futuro giungendo a nuove interpretazioni dei concetti alla base di una corretta gestione del risparmio: diversificazione, qualità e selettività. Dando spazio agli strumenti alternativi, anche quelli illiquidi. Che vanno approcciati con prudenza soprattutto dall’investitore non professionale.

La restrizione del canale bancario come fonte di credito all’economia – dovuto anche a normative più stringenti in termini di requisiti patrimoniali – rende necessaria la ricerca di nuovi strumenti per indirizzare il risparmio direttamente verso l’economia reale, affrontando anche la sfida della sostenibilità e della responsabilità sociale, con impatti positivi sulla società nel suo insieme.

L’industria del risparmio gestito ha un ruolo fondamentale nell’allocazione del capitale e nel governo delle aziende, in linea con la strategia di crescente impegno sulla struttura produttiva. Dal 2017 – anno del lancio dei Piani Individuali di Risparmio – i gestori sono impegnati a incanalare la ricchezza delle famiglie verso il tessuto produttivo del Paese. E proprio dai PIR si può ripartire per costruire un ponte tra risparmio e crescita delle PMI.  Per investire in economia reale bisogna investire anche nei mercati privati, ossia nei fondi di private equity, debito privato, infrastrutturali e immobiliari. Gli strumenti per farlo non mancano, si pensi anche agli ELTIF. Per proporre fondi chiusi c’è però bisogno di garantire una pianificazione accurata per un orizzonte temporale di medio-lungo periodo, affidandosi a gestori e consulenti professionali. In una parola, c’è bisogno di consulenza finanziaria ad alto valore aggiunto.

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P3 DISTRIBUZIONE E CONSULENZA

Nell’ultimo decennio la normativa ha giocato un ruolo basilare nelle dinamiche che regolano la consulenza. In particolare la MiFID II ha modificato l’atteggiamento nei confronti dei clienti. Pensiamo al tema della rendicontazione dei costi, che ha garantito maggiore trasparenza, ricordando ai risparmiatori la necessità di seguire da vicino i propri investimenti e fornendo ai consulenti finanziari un’ulteriore occasione per esplicitare il valore del proprio lavoro.

Rappresentanti delle istituzioni e dell’industria finanziaria animano il Salone confrontandosi sui mutamenti radicali in corso e sullo sviluppo di nuovi modelli distributivi, con particolare riferimento all’innovazione di prodotto. Alla base ci sono   i mercati, arene in cui la sfida per gestori e intermediari consiste nel costruire portafogli che sappiano coniugare la creazione di valore con la capacità di resistere alle fasi di incertezza.

Prendendo spunto dall’analisi dell’attualità economica e politica, in un anno ricco di variabili che influenzano l’andamento dei mercati creando uno scenario di incertezza tra i risparmiatori, i maggiori esperti e asset allocator globali si danno appuntamento al Salone del Risparmio per contribuire al dibattito con proposte di allocazione volte a cogliere le migliori opportunità di rendimento.

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P4 SOSTENIBILITÀ E INCLUSIONE

L’industria del risparmio gestito è chiamata a uno sforzo cruciale, quello di farsi acceleratore dei cambiamenti globali verso un’economia più sostenibile, inclusiva e responsabile. Nel mondo della gestione l’attenzione agli investimenti effettuati mediante criteri ESG (Environmental, social and corporate governance) è pratica già largamente diffusa, la cui crescita va di pari passo con il superamento del pregiudizio che considerava questo tipo di attività come meno remunerativa rispetto all’investimento tradizionale. Oggi le aziende sostenibili dimostrano di produrre risultati migliori nel medio-lungo termine e in Europa gli asset sostenibili crescono al triplo della velocità di quelli tradizionali. Con quasi 12mila miliardi l’Europa è leader a livello internazionale e l’Italia vale il 9% del mercato europeo – un peso raddoppiato negli ultimi quattro anni.

Ma ESG non significa solo ambiente: l’industria è molto attiva anche su governance e parità di genere. L’associazione ha per prima definito delle linee guida per le politiche di diversità e inclusione nel risparmio gestito e ha stabilito di adottare in via permanente e volontaria le disposizioni della legge Golfo-Mosca sul criterio di riparto tra generi di almeno un terzo del totale dei componenti del CDA anche dopo la scadenza della legge.

Non mancano gli ostacoli da superare. Tre le tappe obbligatorie per il futuro: Ecolabel, tassonomia e una maggior trasparenza. A destare maggiore preoccupazione, per gli operatori particolarmente sensibili al tema, è in particolare la tassonomia, strumento necessario ma complesso di cui è prevista l’implementazione entro il 2022. Ma la strada ormai è segnata: il settore finanziario deve trasformarsi per essere strumento e propulsore di un cambiamento dell’economia e della società verso la sostenibilità. Dopo il successo dell’edizione 2019 interamente dedicata ai fattori ESG, il Salone del Risparmio rinnova l’attenzione per questi temi con molteplici momenti di confronto.

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P5 PREVIDENZA COMPLEMENTARE

Lo sviluppo di una previdenza integrativa efficiente e l’ampliamento degli strumenti di investimento per il  lungo termine rappresentano gli snodi da cui dipenderà la capacità di rispondere a una duplice sfida per  l’economia del Paese: assicurare un buon reddito dopo il ritiro dalla vita attiva per una generazione che  deve educarsi ad investire con successo e sostenere il finanziamento e la crescita delle imprese  convogliando flussi crescenti di risparmio verso l’economia reale senza l’intermediazione bancaria.

La necessità crescente di coperture pensionistiche integrative e di welfare rende così centrale il ruolo dei piani pensionistici di secondo e terzo pilastro. Una esigenza che si sta gradualmente trasformando in consapevolezza anche per i lavoratori italiani: come emerge dal rapporto della Commissione di vigilanza sui fondi pensione (Covip) per il 2019, le adesioni alle varie forme di previdenza integrativa hanno superato a fine settembre la soglia di nove milioni, con una crescita del 3% rispetto alla fine del 2018. Le risorse complessivamente destinate alle prestazioni ammontano a 180 miliardi di euro mentre i rendimenti si confermano migliori della rivalutazione del Tfr (pari questa all’1,2%).

Nel 2020 l’Italia dovrà anche lavorare al recepimento del nuovo modello europeo di pensione individuale, i PEPPS, che presentano molte criticità a fronte della grande opportunità di rendere più flessibile e su misura le soluzioni pensionistiche.

Al Salone del Risparmio, gli esperti del settore propongono soluzioni per spiegare e promuovere l’importanza di costruirsi in tempo utile un secondo pilastro pensionistico e discutono di tutte le soluzioni utili per un rilancio della previdenza integrativa.

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P6 EDUCAZIONE E FORMAZIONE

L’attitudine al risparmio è un patrimonio delle famiglie che è necessario valorizzare.  Tuttavia, i margini di miglioramento delle conoscenze finanziarie degli italiani sono ampi. Fondamentale in tal senso è la continua diffusione dell’educazione finanziaria che concorre ad accrescere l’efficacia dei tradizionali strumenti di regolamentazione e vigilanza.

Come afferma Annamaria Lusardi, presidente del Comitato per l’Educazione finanziaria, “di informazione finanziaria c’è un gran bisogno, alle persone interessa, ma va fatta mettendo al centro il consumatore”. Un obiettivo raggiungibile attraverso la pianificazione finanziaria che, secondo il Rapporto Consob sulle scelte di investimento delle famiglie italiane, è oggi riferibile solo al 30% dei soggetti.

Specularmente si pone il tema del capitale umano con la formazione dei consulenti – non più semplici collocatori ma esperti che devono interpretare i bisogni del cliente e accompagnarlo in fasi composte da molteplici dimensioni. Oltre all’allocazione del patrimonio assumono crescente importanza l’analisi della situazione previdenziale, il passaggio generazionale, la pianificazione successoria, quella fiscale.

Il Salone riconosce e promuove il ruolo strategico che Edufin e formazione possono svolgere nella professionalizzazione dei consulenti e che invariabilmente conduce a un rafforzamento della protezione dell’investitore.

 

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P7 FINTECH E SERVIZI FINANZIARI

A un’iniziale ritrosia nei confronti di algoritmi e “robot” si è sostituita negli anni una piena consapevolezza del fatto che l’applicazione delle innovazioni tecnologiche, dell’intelligenza artificiale e della digitalizzazione del servizio di consulenza costituiscono una delle maggiori aree di sviluppo per il settore dei servizi finanziari.

Banche, Sgr e fintech hanno caratteristiche complementari: le fintech hanno know-how, strutture snelle, rapidità nel time-to-market, ma non disintermediano necessariamente i player tradizionali – al contrario, esiste una naturale possibilità di cooperazione nell’interesse del cliente. Neanche le big tech come Google, Amazon, Apple e Facebook rappresentano una minaccia, per quanto non manchino profili di criticità, legati soprattutto alla necessità di definire principi e regole di una open economy basata sui dati per tutelare la privacy dei clienti – in passato non sempre garantita al meglio dai giganti della Silicon Valley.

Anche quest’anno il Salone del Risparmio darà ampio spazio al dibattito sull’innovazione mettendo a confronto opinioni ed esperienze sui temi della digitalizzazione della consulenza e dell’integrazione tra nuove modalità di servizio e canali distributivi tradizionali.

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